Speech by ReadSpeaker
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| Scultura di carta di Helen Friel |
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| Dalla Galleria di Jos Leys |
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Il celebre pittore tedesco Albrecht Dürer (1471-1528), considerato il massimo esponente della pittura rinascimentale tedesca, ha dato un importante contributo alla conoscenza dei poliedri nel suo libro del 1525, Underweysung der Messung, di cui è disponibile la traduzione in lingua inglese dal titolo Painter's Manual. Quest'opera, uno dei primi libri ad insegnare i metodi della prospettiva, è stato molto considerato in tutto il XVI secolo.
Dürer viaggiò in Italia per apprendere la prospettiva e volle pubblicarne i metodi in modo che non rimanessero appannaggio di pochi artisti. Non si sa con precisione chi abbia appreso dalla sua opera, ma Luca Pacioli probabilmente fu uno di essi. Alcune di queste tecniche e illustrazioni seguono molto da vicino il lavoro di Piero della Francesca.
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Melancolia I, detta anche Melencolia I, e Melancholia I (1514), è parte di un trittico di incisioni di Albrecht Dürer che comprende le allegorie di tre classi di virtù e tre sfere di attività secondo una classificazione ancora medioevale.
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Cari lettori appassionati di Arte e Matematica, vi presento uno straordinario saggio del caro amico Gaetano Barbella, che ormai ci ha abituati a lavori corposi e originali su diversi capolavori artistici. Questa volta è toccato alla Gioconda di Leonardo da Vinci.
Gaetano si avvale della geometria composita per effettuare uno studio dello straordinario dipinto, in linea con il metodo seguito dai critici d'arte per entrare "dentro" le opere di molti artisti rinascimentali...però il nostro amico va oltre, seguendo altri metodi personali, come avrete modo di comprendere dall'avvincente lettura del documento pdf, allegato alla fine del post.
Riporto di seguito l'introduzione del saggio per lasciarvi alla sua lettura integrale, dopo aver scaricato il documento.
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Cari ragazzi e cari lettori, concludo il nostro discorsetto sulla terza dimensione, iniziato con il post “Alla Scoperta di Spacelandia, Il Mondo Della Terza Dimensione”.
Vedere Spacelandia attraverso gli occhi di chi non immagina neppure l’esistenza di una Terza Dimensione non è la sola scoperta che ci si presenta. Ad esempio: cosa e come misurare nel nostro mondo fatto di larghezza, altezza e profondità? Per le figure piane, abbiamo imparato cos’è l’area (la misura della superficie) e come si calcola. Ma si puo calcolare l’area delle figure di Spacelandia?
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Cari ragazzi e cari lettori,
vi propongo un interessante e articolato saggio dell'amico Gaetano, che questa volta "passa alla lente" un'opera del grande Raffaello per trovarvi degli elementi tutti da scoprire, leggendo quanto segue.
RAFFAELLO SANZIO
1
GEOMETRIA ASTRONOMICA
IN SPOSALIZIO DELLA VERGINE
Scrive Raffaello: «il pittore ha l’obbligo di fare le cose non come le fa la natura, ma come ella le dovrebbe fare». Ed ancora: «Qualunque cosa la mente umana si trovi a dover comprendere, l'ordine ne è una indispensabile condizione. Disposizioni quali la planimetria di una città o di un edificio, un insieme di utensili, un'esposizione di mercanzia, la manifestazione verbale di fatti o di idee, ovvero quali un dipinto o un brano musicale, sono disposizioni dette tutte ordinate quando sia possibile a chi le osservi o le ascolti per coglierne la struttura generale ed anche il diramarsi di essa in una certa articolazione di dettaglio. L'ordine consente di concentrar l'attenzione su quanto si assomiglia e quanto è, invece, dissimile; su quanto vicendevolmente si corrisponde o è, invece, segregato in sé.»
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Cari ragazzi e cari lettori,
vi presento l'ultima fatica dell'amico Gaetano "Il pentagramma dell'Arco di Costantino", il celebre Arco di trionfo, attribuito appunto al primo imperatore romano convertitosi al cristianesimo (fu battezzato in punto di morte).
Come al solito, il lavoro di Gaetano è una straordinaria ricerca personale, originalissima. Quanta geometria è contenuta in questo affascinante percorso, che si snoda in sei gradini compiuti e un settimo incompiuto, alla ricerca di possibili colonne annodate dette anche ofitiche, elementi architettonici presenti in molte cattedrali europee del Medioevo, e di altri "segni" quali la piramide, il pentagramma massone, la stella romana.
Un percorso che potrebbe costituire la base per un'attività transdisciplinare a scuola, un ottimo supporto ai docenti interessati.
Ecco a voi uno screenshot dell'articolo, seguito dal link al post di Gaetano. Vi invito a leggere con attenzione il contenuto proposto e a esprimere le vostre riflessioni e considerazioni al riguardo.
Grazie Gaetano!!!
POST CORRELATI
- L'Arte Dell'Arabesco E La Geometria
- Tra Musica e Matematica: Le Variazioni Goldberg
- Pitagora ascoltò la musica dei pianeti
- [Contributi] Geometria nell'Arte (1)
- [Contributi] La Geometria nell'Arte (2)
- Il Gran Sole Di Hiroshima ...E L'Origami
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Cari ragazzi di tutte le classi, un post della mia amica Annarita Vizzari "Calligrafie persiane" mi ha offerto lo spunto per proporvi quanto segue.
Abbiamo già considerato mediante alcuni articoli degli amici Gaetano e Animans le relazioni tra l'Arte, la Musica e la Matematica. Relazioni che all'epoca destarono la vostra meraviglia e il vostro interesse! Ricordate? Pochi giorni fa, mediante il post "Il gran sole di Hiroshima... e l'origami" avete scoperto altre relazioni tra la Geometria e la Letteratura!
Ebbene la Matematica non ha ancora finito di sorprendervi! Leggete con attenzione quanto segue.
Ritorniamo al post della mia amica, in cui si parla delle calligrafie persiane esposte insieme alle miniature, ancora per poco tempo, all'ExMà di Cagliari, come potete leggere direttamente dal post citato.
Che cosa c'entra tutto ciò con la Geometria, vi state chiedendo! C'entra, c'entra!
La calligrafia araba, persiana e turco-ottomana è strettamente collegata con l'arte geometrica islamica, l'arabesco: i disegni sulle mura e sulle pareti delle moschee trovano corrispondenza con quelli sulle pagine. Gli artisti contemporanei del mondo islamico sfruttano tuttora l'eredità dell'arte calligrafica per inserire iscrizioni o figure astratte nelle loro opere.
Le caratteristiche principali dell'arabesco sono:
Ne potete ammirare degli spendidi esempi nelle tassellazioni presenti all'interno dell'Alhambra (la rossa, in arabo), lo stupendo palazzo moresco, costruito dagli Arabi a Granada nel XIII secolo. Osservate alcuni mosaici:
Avete individuato figure simmetriche?
A questo link, potete osservare quindici tipi diversi di tassellazioni. Cliccando su di esse una ad una, è possibile osservarle ad alta risoluzione.
Ammirate ancora una decorazione dell'Alhambra, Granada, Cortile del mirto, Foto di Gérard Grandjean.
Dall’osservazione delle opere presenti all’Alhambra, il grande artista olandese Escher trasse una possibile soluzione alla divisione regolare del piano.
Visitando l'Alhambra, l'artista conobbe i particolari arabeschi che adornano gli interni di questo edificio e che spesso sono caratterizzati da motivi grafici ricorsivi, un tema che Escher sviluppò in seguito nelle sue tassellazioni del piano.
Escher sperimentò le sue particolari tassellazioni applicando riflessioni, glisso-riflessioni, traslazioni e rotazioni ad una grande varietà di figure, preoccupandosi anche di elaborare le figure regolari con il distorcerle fino ad ottenere animali, uccelli e altre forme ancora.
Ammirate alcuni esempi.
Granchi Tartarughe Razze
Allora, vi siete fatta un'idea di quanta Geometria ci sia nell'arte dell'arabesco e nell'arte di Escher, che molto deve all'arabesco nella creazione delle sue stupende tassellazioni?
Alla prossima!
POST CORRELATI
- Tra Musica e Matematica: Le Variazioni Goldberg
- Pitagora ascoltò la musica dei pianeti
- [Contributi] Geometria nell'Arte (1)
- [Contributi] La Geometria nell'Arte (2)
- Il Gran Sole Di Hiroshima ...E L'Origami
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Cari lettori e visitatori, pubblico con piacere il terzo articolo a seguito dei due contributi La Geometria nell'Arte (1) e (2) di Gaetano Barbella, pubblicati in questa pagina.
L'articolo odierno, contiene una certosina analisi - condotta da Gaetano- che vi riserverà non poche sorprese!
Nel documento, troverete la divisione di un segmento in rapporto aureo e l'illustrazione del metodo grafico per ottenere la sezione aurea e il rettangolo aureo. Due chicche!
Riporto, come al solito, uno stralcio dell'introduzione. L'articolo può essere scaricato cliccando sull'icona, che trovate alla fine del post!
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GEOMETRIA NELL'ARTE (3)
IL ROVETO ARDENTE
NELLO
SPOSALIZIO DELLA VERGINE
di Raffaello
UN CRITICO D'ARTE DISTRATTO
Nella prima e seconda parte di Geometria nell'Arte ho presentato l'anatomia di due capolavori dell'Arte, Sposalizio della Vergine di Raffaello ed in sequenza, La famiglia di Carlo IV di Goya.
Avendo optato di avvalermi di un anatomista di affermata statura dell'Arte contemporanea, Marco Bussagli, ritenevevo risolto il tema annunciato dal titolo Geometria nell'Arte. Non era molto, ma come approccio a questa tematica mi sembrava più che sufficiente.
Più in particolare miravo a porre in evidenza due metodi di indagine, il primo, relativo al Rinascimento con l'opera di Raffaello, ed il successivo relativo ai primi albori dell'arte contemporanea, quasi fine 1800, con l'opera di Goya.
In particolare intendevo far vedere una vecchia geometria scheletrica in cui troneggia la Sezione Aurea, chiamata in diversi modi nel tempo, che si ritira gradualmente per verticalizzarsi nel caso di Goya. Ma Goya è l'artista che spiana nel contempo, disponendo il grande talento di vestire e svestire la Maya di due opere famose, in cui mi pare di intravedere l'Arte stessa.
Chi è Marco Bussagli, per fare da alfiere garante ai due articoli suddetti tutti suoi? Il lettore lo ha potuto sapere cliccando sul suo nome citato nella prima parte di Geometria nell'Arte, e questo può bastare per mettermi – in una certa misura, ammetto – al riparo dall'affrettata decisione di servirmi di lui ed incorrere in uno stupido abbaglio, come spiegherò. A tutti può capitare ed io non sono immune a sbagliare. Ma non tutti i mali vengono per nuocere, come si dice in genere. Si capirà che gli errori sono salutari e ci permettono di procedere didatticamente e solo così si ottengono risultati altrimenti non conseguibili. Infatti così è stato.
Ma ora veniamo alla spiegazione di tutti questi preamboli introduttivi. (continua)
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Ecco a voi, cari lettori, il seguito delll'articolo di Gaetano Barbella "Geometria nell'Arte (2)", pubblicato su questo blog il 13 novembre scorso.
Riporto l'introduzione. Il seguito potete leggerlo nel file allegato, da scaricare cliccando sull'icona situata in fondo al post.
Buona lettura!
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2
GEOMETRIA NELL'ARTE
La famiglia di Carlo IV
Tratto dalla rivista mensile ART E DOSSIER edizione Gruppo Editoriale Giunti.
L'ARTE DELL'EQUILIBRIO
Fra le opere più celebri di Francisco Goya o meglio, de Goya y Lucientes, come amava firmarsi, una volta divenuto famoso, per farsi bello con una formula usurpata ai nobili di rango che potevano fregiarsi anche del cognome della madre, troviamo sicuramente La famiglia di Carlo IV dipinta fra il maggio dell'anno 1800 e il giugno del 1801.
A uno sguardo poco attento e superficiale, l'opera potrebbe sembrare, da una parte, la naturale conclusione, l'agognato traguardo finalmente raggiunto di una lunga e brillante carriera artistica iniziata nel 1786 quando Goya venne nominato insieme all'amico Ramón Bayeu «pittore del re»; dall'altra, la celebrazione, magari un po' cortigiana, dell'illuminato sovrano che con bonomia e saggezza aveva retto i destini del regno.
Al contrario, la critica più volte ha posto in evidenza come l'immensa tela risulti essere un giudizio spietato e sincero, espresso per immagini, sulla corte spagnola. Sarà opportuno, in questo senso, ricordare che non per caso il pittore prende spunto da un altro capolavoro della sua terra: La Meninas di Diego Velázquez, dove quest'altro grande artista fa, alla famiglia reale, lo “sgarbo” di non ritrarre i sovrani direttamente, ma di farli apparire come fantasmi riflessi nello specchio che si trova alle sue spalle.
Soluzione ardita che Goya scarta, preferendo scavare direttamente sui volti e sulle figure dei reali, scrutandoli in una spietata indagine psicologica a cui non è certo estraneo perfino il criterio compositivo adottato per disporre i personaggi quasi in passerella o, meglio, su un palcoscenico, come per una pièce teatrale messa in scena grazie all'attenta regia del pittore che, appunto come il Velázquez di Las Meninas, compare defilato nell'ombra. Altrimenti, non riuscirebbe in alcun modo chiaro per quale motivo al centro geometrico dell'intera composizione, invece di esserci il re, troviamo la regina Maria Luisa.
(Continuate a leggere nel documento allegato)
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Si pubblica con questo post il primo di tre articoli di un interessantissimo saggio di Gaetano Barbella - diventato ormai un nostro collaboratore a pieno titolo- relativo al rapporto e alle interconnessioni tra la Geometria e l'Arte.
Il lavoro è, come al solito originale e coinvolgente. La terza parte riserva non poche sorprese; non perdete, pertanto, la ghiotta occasione che si presenta.
Riporto l'introduzione dell'articolo così come la propone Gaetano.
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CENNI STORICI
Prima di entrare nel vivo della trattazione del tema in proposizione, la «Geometria nell'arte», mi limiterò a descrivere i tratti salienti dell'opera artistica per poi intraprendere l'esposizione di “letture composite” di alcune opere d'arte allo scopo di coglierne dal vivo il “dentro l'opera” in cui la geometria ha il suo ruolo principe come si vedrà.
Nella civiltà classica greca erano fondamentali i rapporti tra le parti, simmetria, armonia, per dar luogo alla teoria delle proporzioni tutta basata sulla geometria e scienza. Questa fase del processo artistico non era altro che il lavoro preparatorio dello scheletro dell'opera d'arte, il “dentro l'opera”, appunto.
In seguito questo modo di concepire è rimasto, diremo sino ai tempi nostri; per non parlare del Rinascimento in cui è proprio la riscoperta e rinascita della geometria e della matematica a creare un vero e proprio modo di vedere il mondo anche dell'arte e non solo.
Poi l'espressione artistica subisce una considerevole evoluzione a partire dalla seconda metà dell'Ottocento. Nuove geometrie attraggono gli artisti coinvolgendoli in sperimentazioni diverse nel primo Novecento, con i cubisti, futuristi e suprematisti.
Infine arriviamo ai nostri tempi e l'arte si avvale di un altro potente mezzo, lo sviluppo della computer graphics. Di qui la diffusione della geometria dei frattali e la grafica computerizzata. Per non parlare dell'enorme repertorio di forme matematiche di cui si avvale l'arte contemporanea.
Detto questo, come annunciato all'inizio, comincio a presentare le “letture composite” che, come sopra accennato, possono considerarsi “visite interiori” specialistiche dell'opera d'arte, tali da lasciar supporre il lavoro che l'artista ha svolto a priori. Le ho tratte dalla rivista Art e Dossier di ottobre 1997 - Gruppo Editoriale Giunti. L'autore di questi due articoli è Marco Bussagli.
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