Matematicamente

lunedì 26 gennaio 2009

Alla Scoperta Di Spacelandia, Il Mondo Della Terza Dimensione

180px-Flatland_coverCari ragazzi di 3° B,


nei due anni precedenti , studiando la Geometria, abbiamo imparato a misurare e abbiamo scoperto segmenti, rette, triangoli, quadrilateri, ecc. Quest’anno andiamo alla ricerca di Spacelandia, il mondo della Terza Dimensione.


Bella scoperta!”-direte voi- “Tutti sappiamo che ci sono larghezza, altezza e profondità”.
Noi  viviamo in un mondo tridimensionale e proprio perché siamo quotidianamente immersi in questa realtà raramente riflettiamo su di essa, la diamo per scontata e questo non sempre ci permette di capirla davvero.


Edwin  A. Abbott nel suo libro Flatlandia (Terrapiatta), pubblicato nel 1882, descrive come un Quadrato, che vive nel mondo a due dimensioni, Flatlandia appunto, guidato da una Sfera di Spacelandia scopre i Solidi. Dice la Sfera  al Quadrato: <<Ora devo farti fare la conoscenza dei  Solidi, e rivelarti lo schema secondo cui sono costruiti. Guarda questa moltitudine di cartoncini quadrati. Vedi, ne metto uno sull’altro…Ne aggiungo un secondo, un terzo. Guarda, sto costruendo un solido mediante una quantità di Quadrati paralleli fra loro. Ora il Solido è completo, essendo altrettanto alto che lungo e largo, e noi lo chiamiamo Cubo>>. E il Quadrato <<Perdonatemi, Signore, ma al mio occhio  ha l’aspetto di una Figura Irregolare>>. E di nuovo la Sfera:<<E’ vero, a te sembra un piano perché non sei abituato alla luce e all’ombra e alla prospettiva…ma in realtà è un Solido, come apprenderai appena lo “tasterai”>>.



manoequadrati 


Dopo aver fatto quanto gli diceva la Sfera, il Quadrato descrive così la sua scoperta:<<…un Solido dotato di sei facce piane e di otto punti terminali chiamati angoli solidi; e ricordai l’affermazione della Sfera, che proprio una Creatura come questa sarebbe stata formata da un Quadrato che si muovesse, nello Spazio, parallelamente a se stesso; e mi compiacqui al pensiero che una Creatura tanto insignificante qual ero io potesse essere considerata in un certo senso la Progenitrice di un così illustre rampollo>>.


Cari ragazzi, continuerò con l'esplorazione di Spacelandia nel prossimo post.


Vi lascio alcuni link, se volete approfondire.



Flatlandia ha ispirato numerosi seguiti scritti da molti autori.


Sphereland di Dionys Burger (1965)


The Planiverse di A. K. Dewdney (1984)


Flatterland di Ian Stewart (2001)


Spaceland di Rudy Rucker (2002)


10 commenti:

  1. Forse uno ha un barlume, un piccolo barlume della quarta dimensione, se si immagina di vivere in Flatlandia e non sa, non può sapere cos'è la terza dimensione.

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  2. Fa sempre piacere che qualcuno ogni tanto tiri in ballo questo tutto sommato poco conosciuto libro. Certamente un po' misogino (in quel mondo le donne erano le più stupide ma anche le più pericolose), ma assolutamente attuale viste le ultime "sparate" di qualcuno (fantastica l'associazione di idee sparate-militari-donne!)

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  3. Cirdaaaaan! Non mi dire...sei approdato qui. Allora fai uno sforzo e vai a visitare l'altro mio blog didattico Scientificando. Lo trovi nella sidebar degli altri blog.


    Misogino è! Può darsi. Ma le donne dipinte da Abbot sono soltanto una "categoria", non sono l'universo femminile!;)


    Anche tra gli uomini ci sono diverse categorie poco apprezzabili, ma non rappresentano l'universo maschile!;)


    Mi ha fatto proprio piacere la tua visita inaspettata.


    Un salutone

    annarita:)

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  4. sono davvero curiosa di sapere il seguito ! è davvero una storiella affascinate .andrò a spulciare ..

    ciao

    elisa

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  5. pardon, ho scritto il commento senza spulciare e sbaglio o si tratta di veri e propri romanzi?..è la prima volta che ne sento parlare...

    approfondirò

    elisa

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  6. La quarta dimensioneme la immagino vista come una retta sulla quale fotogramma per fotogramma si hanno immortalati tutti gli spostamenti di una terna destrorsa.

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  7. Alby, non male! Veramente non male come immaginazione!;)


    A presto!


    annarita:)

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  8. cara Elisa, il seguito arriverà presto...o almeno lo spero!


    Un abbraccio

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  9. Grande Edwin Abbot, il filosofo dello spazio. Grande pedagogo.

    " Abbi pazienza, ché il mondo è vasto e largo'', questo il suo credo, preso da una citazione di frate Lorenzo nel Giulietta e Romeo di Shakespeare.

    Se fossi Gaetano mi avventurerei sul significato intimo e vitale dei simboli. D' altronde Abbot e' un grande interprete della matematica e della geometria sulle quali poggiano le anime. E matematica e geometria sono la pura espressione dei simboli che governano il mondo e ci fanno conoscere l' essenza della verita' e della vita.

    Non conosco invece le altre opere citate. Cerchero' di documentami.

    Vale.

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