Matematicamente

venerdì 10 febbraio 2012

Eseguire Calcoli Con I Numeri Relativi: L'Eschimese [Gioco IPRASE]

Eseguire calcoli con i numeri relativi non è sempre semplicissimo! Può venire in aiuto L'Eschimese, un gioco educativo messo a punto dall'IPRASE- Trentino, Istituto Provinciale per la Ricerca e la Sperimentazione Educativa.
Vediamo in cosa consiste.
L'eschimese, dopo una giornata di pesca, deve tornare al suo igloo, passando su blocchi di ghiaccio galleggianti.
Deve però camminare solo su quelli con il numero corretto.
Se si sceglie il blocco sbagliato l'eschimese perde uno dei suoi pesci.
Se si è troppo lenti nel calcolo il blocco affonda!

Giocare è facile! Basta selezionare uno dei tre gradi di difficoltà (bassa-media-alta) e premere il bottone "START".

Abilità: Eseguire calcoli con i numeri relativi.
Contenuto: Calcolo con i numeri relativi.
Età: 9 - 14

E' possibile scaricare due diverse versioni:

- scarica versione Browser 
- scarica versione Windows

Puoi provare il gioco, cliccando qui.

12 commenti:

  1. Bellissimo il gioco ed efficace! Oggi per fortuna c’è internet, ma ai miei tempi per un professore moderno c’era solo l’arte di arrangiarsi .

    Questo gioco mi fa ricordare il mio caro professor Berardi.

    Durante una sua lezione sui numeri relativi, nel vedere che le rette a doppio senso sulla lavagna, dopo un ora di lezione, non erano efficaci allo scopo e constatata la nostra noia inconcludente, disse: “ Adesso venite tutti con me! Andiamo qui vicino nel salone dell’oratorio parrocchiale a giocare al bigliardo!”…senza farcelo ripetere due volte: “ Pronti, giacca, cartella e via!”…Il gioco era chiamato: “carambola” si doveva buttare in buca tutte le palline numerate seguendo un ordine crescente unitario, se però andava in buca una diversa dall’ordine o anche un’altra, quella o quelle venivano detratte dalla somma…..in pochi minuti, abbiamo imparato i numeri relativi!..

    Grande professore il caro e amato Francesco Berardi!

    Un abbraccio Annarita.

    Aldo

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  2. L'IPRASE lavora bene, Aldo. In fatto di giochi educativi ha pochi che possono competere. Internet è sicuramente uno strumento utilissimo, ai nostri giorni.

    Ma la buona didattica si faceva anche senza Internet, e tu lo sai per esperienza diretta, avendo avuto la fortuna di essere stato alunno di un docente illuminato, il tuo amato professore Berardi. Egli era sicuramente un docente, che oggi sarebbe definito innovativo perché utilizzava in modo eccellente, e inusuale per altri, la sua inventiva didattica.

    Un abbraccio
    Annarita

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  3. Molto carino il gioco e sicuramente utile allo scopo. L'ho provato e mi sembra anche ben strutturato e sicuramente accattivante. Qualche anno fa erano questi i miei giochi preferiti, oggi me la farei ben volentieri una bella partita a carambola ma non sempre nei luoghi pubblici è possibile giocarci per i minori. L'idea del prof Berardi è stata sicuramente didatticamente istruttiva e divertente. Mi viene da pensare, caro Aldo, che chi era un asso nel gioco ed infilava le palline perfettamente in modo crescente, forse non diventava un asso anche con i numeri relativi. Ma probabilmente non c'erano assi della carambola e sicuramente più ragazzi in confidenza con i numeri, visto anche e soprattutto l'ottimo prof. La carambola o comunque il gioco del bigliardo ha in se geometrie e forze interessanti, angoli e vettori soprattutto. Sono certo che qualche matematico o fisico si sia interessato a questo particolare gioco; sarebbe sicuramente un argomento interessante.
    Un salutone
    Marco

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  4. Grazie, Marco, per lo spunto sullo studio del gioco delal carambola e del bigliardo. Sicuramente ci sarà qualche fisico o matematico che se ne è intererssato. Ottimo input per una possibile ricerca.

    Un salutone.

    Annarita

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  5. Si Marco, il mio professore di matematica Francesco Berardi era un uomo molto inusitato nei suoi metodi che erano finalizzati a farci prendere confidenza immediata col calcolo, la lezione era divisa in due parti e tra le due ci stava il calcolo appunto.

    Col professor Berardi, le lezioni diventavano il mezzo che completava il fine.

    Si Annarita, era un professore inusuale per altri ed io ho avuto questa fortuna. Lui non bocciava nessuno perché diceva che la vita stessa boccia e promuove fin troppo e male, amava ciò che insegnava e lo sapeva trasmettere, era anche un bell’uomo con un grande carisma, poteva fare benissimo la controfigura dell’attore Marcello Mastroianni per quanto era somigliante, anche per questo, l’invidia, non gli ha fatto trovare vita facile all’interno dell’Istituto; per fortuna mia e sua, il suo migliore amico nonché collega é divenuto negli anni successivi anche il preside dell’istituto.

    Un caro saluto ad entrambi.

    Aldo

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  6. Caro Aldo, so per esperienza vissuta che cosa intendi affermare. Svolgere una didattica che non rientra negli schemi ed essere sempre dalla parte dei ragazzi comporta spesso l'insorgere di diffidenza e invidia per il successo che si raccoglie nell'interazione con gli alunni. Ci vuole anche determinazione e onestà intellettuale, oltre ad una pulizia morale, il portare avanti le proprie idee a dispetto di tutto.

    Sì, sei stato molto fortunato ad avere un Gran Docente e Uomo, come il professor Berardi.

    Un abbraccio
    Annarita

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  7. bello questo gioco
    ciao

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  8. Ciao, Giorgia L. Mi fa piacere che il gioco ti piaccia:)

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  9. è un gioco molto carino, per stimolare la mente e divertirsi :) Tampi

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  10. Vero, tampi? Come vedi, ci sono giochi divertenti ed istruttivi.

    A domani:)

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  11. Bello ed efficace questo gioco prof!!!! Serve per ragionare meglio!! A domani!! :)

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  12. E meno male, Lety!

    A domani...

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