Matematicamente

venerdì 22 giugno 2012

ALAN TURING: Uomo Stravagante, Mente Geniale

Il 23 Giugno 2012 ricorrerà il centenario della nascita di Alan Turing, al quale è dedicato il 2012 come The Alan Turing Year.


Ho pensato, pertanto, di riproporre, con questo post, l'incipit del Carnevale della Matematica 45 che avevo dedicato a questo grande genio.


Durante la sua breve vita, Turing esercitò un impatto unico sulla storia del computing, della computer science, dell'intelligenza artificiale, della biologia dello sviluppo (esplorò la relazione tra i computer e la natura), e della teoria matematica della computabilità.
Alan Turing è descritto dal professor P.N. Furbank, suo amico e direttore generale delle Turing's Collected Works, come "one of the leading figures of twentieth-century science", ed è sicuramente uno dei più grandi matematici del Novecento.
Nel 1950, veniva pubblicato sulla rivista Mind il suo articolo più famoso Computing machinery and intelligence, che introduceva l'idea di Universal Computing Machine.


Una macchina Enigma M4 con il coperchio aperto
Questo è stato solo uno dei tanti successi. E' ben noto che il suo lavoro alla decifrazione del codice tedesco Enigma a Bletchley Park, durante la seconda guerra mondiale, fornì un contributo significativo ai fini della vittoria, anche se ciò è rimasto sconosciuto ai suoi più stretti amici, fin dopo il suicidio avvenuto nel 1954.


L'attività di Turing, in tempo di guerra, ebbe  un ruolo determinante nel segnare l'importanza delle strutture del calcolo meccanico. Sebbene gran parte dell'hack work fosse svolto meccanicamente, era anche coinvolta una enorme squadra di computer umani.


Un altro suo interesse, in tempo di guerra, fu l'uso della teoria delle probabilità. In questo ambito, alcuni lavori di Turing furono fortemente innovativi. Nel dopoguerra, tutto ciò fu reso noto attraverso la pubblicazione dell'opera di Jack Good (successivamente suo assistente e più tardi professore al Virgina Tech negli Stati Uniti), senza però alcun riferimento ai suoi usi in tempo di guerra.


L'interesse di Turing nel computing continuò dopo la guerra, quando lavorò presso il NPL (National Physical Laboratory) allo sviluppo di un computer a programma memorizzato (ACE o Automatic Computing Engine). Nel 1948, si trasferì a Manchester, dove il primo digital computer a programma memorizzato andò effettivamente in funzione quell'anno.


Egli ha fornito un contributo determinante alla teoria informatica, in particolare all'intelligenza artificiale (il test di Turing), all'architettura del computer (l'ACE) e all'ingegneria del software.


Il prestigioso Premio Turing, denominato il premio Nobel del calcolo automatico, è  stato intitolato al suo nome dalla  Association for Computing Machinery (ACM), come riconoscimento del suo contributo unico e originale alla nascita delle attività di calcolo mediante dispositivi automatici.

Alan Turing's philosophy directed design of Britain's Pilot ACE at the National Physical Laboratory. "We are trying to build a machine to do all kinds of different things simply by programming rather than by the addition of extra apparatus," Turing said at a symposium on large-scale digital calculating machinery in 1947 in Cambridge, Mass.
Start of project: 1948
Completed: 1950



E adesso una chicca: The Turing Digital Archive. Si tratta di un archivio completamente digitalizzato e disponibile online: contiene molte lettere di Turing, discorsi, fotografie e documenti inediti, oltre a memorie e necrologi scritti su di lui. Sono presenti le immagini dei documenti originali custoditi  nella Turing collection  presso il King's  College di Cambridge.


Segue un audio reportage dedicato alla storia di Alan Turing.
Viene raccontata la sua storia e quella del primo calcolatore chiamato "la bomba di Turing" che, come sappiamo, aiutò gli inglesi a decifrare il citato codice "Enigma" dei tedeschi durante la seconda guerra mondiale.


Nel 1954 Alan Turing morì suicida, mangiando una mela avvelenata con cianuro di potassio, in tono col proprio carattere eccentrico e prendendo spunto dalla fiaba di Biancaneve da lui apprezzata fin da bambino.
Il motivo del suicidio è spiegabile con il trattamento persecutorio a lui riservato a causa dell'omosessualità.




Agli appassionati di teatro propongo  "ALAN TURING E LA MELA AVVELENATA", di Massimo Vincenzi con Gianni De Feo, voce fuori campo di Stefano Molinari, musiche di Francesco Verdinelli, regia di Carlo Emilio Lerici.


E' un dialogo immaginario fra Alan Turing e sua madre, tra lettere forse mai scritte e dialoghi forse mai avvenuti. A scandire il ritmo di questa conversazione fuori dal tempo le voci del Tribunale, dove in nome della Regina si decide la rovina di una delle menti più geniali del XX secolo.
Pur attraverso una libera ricomposizione, gran parte delle parole, dei concetti e degli episodi raccontati in questo spettacolo sono stati realmente pronunciati, lasciati scritti e accaduti ad Alan Turing.




Riporto da questa pagina:
"A titolo di ringraziamento per i suoi servizi l'Inghilterra dapprima lo decorò con l'Ordine dell'Impero Britannico, poi lo fece membro della Royal Society, ed infine lo processò per atti osceni in quanto omosessuale, condannandolo alla castrazione chimica.
Ipersensibile, incompreso, circondato dallo scetticismo e dall'ostilità dell'ambiente scientifico, il matematico inglese si suicidò mangiando una mela al cianuro.
Turing fu un uomo piuttosto stravagante: grande sportivo (soprattutto la corsa, ma anche tennis, canottaggio e ciclismo), andava in bicicletta con la maschera antigas nei periodi dell'impollinazione, giocava a tennis nudo con indosso solo un impermeabile, legava la tazza da tè al termosifone con un lucchetto, portava la giacca del pigiama al posto della camicia, gettava nel cestino le lettere della madre senza leggerle. Non sopportava gli sciocchi, ed abbandonava le conversazioni vuote e le compagnie idiote repentinamente, e senza una parola di commiato. Imparò a fare la maglia da una ragazza che aveva deciso di sposare, nonostante la propria omosessualità. Il suo aspetto era trasandato, con la barba sempre lunga e le unghie sporche. Per certi versi fu infantile: a 22 anni si fece regalare un orsacchiotto di pezza per Natale e a 25 perse letteralmente la testa per il film BIANCANEVE. Infatti lo si sentiva spesso canticchiare le canzoni del film (Vorrei, vorrei, un amore che, sia tutto, sia tutto, per me, per me...) e il ritornello dell'incantesimo della strega (Metti il frutto nel veleno sino a quando ne sia pieno -- fatti bella per tentarla e per sempre addormentarla). E questo ben quindici anni prima di scegliere tale metodo per suicidarsi.
Una leggenda dice che il logo della Apple sia un omaggio ad Alan Turing, tuttavia, l'azienda non ha mai confermato né smentito questa notizia.
Da vedere anche il documentario in due parti di Rai Edu2:


prima parte


seconda parte

Segnalo, infine, su Dropsea di Gianluigi Filippelli, "Ritratti: Alan Turing".


8 commenti:

  1. MOLTO INTERESSANTE E STREVAGANTA ALAN ,HA FATTO COSE STUPENDE CIAO VALERIA:)

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  2. Ricordo molto bene la bellissima edizione del carnevale. Qui vedo che hai non solo riportato l'incipit, ma che hai impreziosito l'articolo con ulteriori risorse. I video di Rai Edu2 li avevo già visti ma li ho riguardati perché meritano. Stupendo il dialogo immaginario.
    Riguardo alla stravaganza di Turing io credo che si potesse considerare come un "supplemento" al suo eccezionale genio. Che poi sia morto a causa dell'ottusità e del conformismo di allora, è davvero vergognoso. Non bastano scuse postume; hanno privato lui della sua stessa vita e tutti noi del suo genio che chissà cos'altro avrebbe potuto regalarci. Per me la morte di Turing non è stata un suicidio, ma un vero e proprio omicidio perpetrato dalla società britannica di allora e da chi la governava e "pilotava".
    Beh, difronte all'ottusità, al conformismo, al finto perbenismo ecc. preferisco infinitamente la stravaganza. Che poi, ad essere sincero, la stravaganza la preferisco sempre e comunque, purché non nuoccia agli altri. Sai che piattezza altrimenti...

    Un salutone
    Marco

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  3. Già, Valeria, e altre ne avrebbe fatte se non fosse mancato così precocemente.

    Ciao!:)

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  4. Sono d'accordo con te, Marco! Stravaganza va letta, in questo contesto, in senso positivo. Era stravagante anche il nostro grandissimo Renato Caccioppoli...

    E sono d'accordo anche sul fatto che Alan Turing sia stato spinto al suo gesto dalla bigotta e miope società del suo tempo. Come si fa a castrare chimicamente un essere umano...per fini "curativi"???

    Pura follia...una follia alla quale Alan non si è piegato!

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  5. Già! Follia allo stato puro, oltre che riconoscenza=zero (nel caso specifico di Turing)

    Che poi curare cosa? La stravaganza? La diversità? Si cura chi è malato non chi è originale, unico, non conformato... stravagante.
    Dov'è la malattia da curare? Probabilmente solo nella testa dei "curatori". E allora chi cura i curatori? Quelli si che ne avrebbero bisogno!!!

    E allora sempre con i geni e gli stravaganti che colorano questo mondo e lo fanno crescere, e sempre alla faccia degli "stereotipatori" che vogliono invece appiattirlo questo mondo per governarlo meglio.

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  6. Cara Annarita,rispondo sul video come sai adoro il teatro.
    Alan Turing,mi appasiona per la sua intelligenza e come uomo e come persona ma la sua diversità che il mondo ha condannato, ma all'epoca era cosi,purtroppo.
    Ma purtroppo ogni intellizenza che viene spezzata, annullata, soffocata fino ad ammazzarla è sempre una grande perdita per l'umanità.

    Credo che le parole vere siano quelle che si ascoltano al buio, lo stesso buio che molte volte avvolge l'umanità.

    Grazie per aver ricordato nel suo giorno il grande Alan Turing.

    Un abbraccio

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  7. Chi cura i curatori?

    Ben detto, marco!
    Sempre con i geni, gli originali, gli stravaganti e i diversi!

    Un salutone:)

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  8. Credo che le parole vere siano quelle che si ascoltano al buio, lo stesso buio che molte volte avvolge l'umanità.

    Una riflessione che mi ha colpito molto per la sua profondità, cara Rosaria.

    Concordo, con un po' di magone, ma concordo!

    Un abbraccio.

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