domenica 29 novembre 2009

Angolo Concavo E Convesso

Piccoli di 1° B, vi lascio un file di GeoGebra con cui approfondire i concetti di angolo concavo e convesso.

Alcuni di voi l'altro giorno a scuola hanno chiesto chiarimenti. Ricordi Marco F.? Anche tu. Sei stato l'ultimo in ordine di tempo. Però questo concetto di concavità e convessità non è proprio semplice, vero? Dobbiamo però comprenderlo a fondo perché è fondamentale nello studio degli angoli.

venerdì 27 novembre 2009

Misura Degli Angoli Con Il Goniometro Virtuale

Piccoli di 1°B, ecco la nostra classe, adesso presente in rete grazie alle indicazioni di Maestra Renata.

Quella che vedete di seguito è la home, con i vostri nomi e la testata del nostro blog. A scuola, imparerete come utilizzarla.

mercoledì 25 novembre 2009

Carnevale Della Matematica: Aspettando La 20° Edizione

carnevale_matematica_20Cari ragazzi e cari lettori, in attesa della 20° edizione del Carnevale della Matematica, che sarà ospitata da questo blog il 14 dicembre, svolgo con largo anticipo la mia opera di promozione e promemoria.

lunedì 23 novembre 2009

Ipazia, Quando Il Dialogo Fa Paura

agoraCari ragazzi e cari lettori, riporto dal sito MATEpristem dell'Università Bocconi un interessante articolo di Marco Crespi (leggere il box a destra) che tratta di Ipazia e del discusso film Agoradel regista Alejandro Amenábar.

Avrei voluto farlo personalmente già da tempo, in occasione di uno scambio di vedute via email con l'amico Claudio Pasqua componente dello staff dell'ottimo Gravità Zero
Ma ho letto l'articolo di Marco e così ho pensato che era inutile scrivere ciò che è stato già scritto così bene. Mi limito quindi a riproporlo qui.


Grazie, Marco!

Storie Di Numeri Di Tanto Tempo Fa - Capitolo 1


Ragazzi e lettori, come promesso, continuo con la pubblicazione del primo capitolo dell'ebook  "Storie di numeri di tanto tempo fa". Alla fine del post, troverete il link alle due prefazioni, già pubblicate sul blog.

Buona lettura!


anam-bellAN - AM, BEL E LE LORO PECORE

STORIE

DI NUMERI
DI TANTO TEMPO FA



di David Eugene Smith



(Traduzione di Anna Cascone)



CAPITOLO I

Come Ching, An-Am e Menes contavano




I ceppi di legno stanno ardendo nel grande camino di pietra della villetta vicino al mare. Il Cantastorie è seduto nella sua poltrona e sta guardando un libro dalle immagini strane e dalle lettere ancora più strane. La ragazza dai modi buffi sta danzando sulla soglia della porta e con lei ci sono gli altri che chiama Folla, stanca per le ore trascorse a giocare sulla spiaggia.
«Solo una storiellina prima di andare a dormire» dice Burlona.
«Solo una» fanno in coro gli altri.

«Non una parola» fece quello col libro dalle pagine strane.
«Oh, solo una» dice Burlona.
«Solo una» supplica la Folla.
«Beh, solo una» dice il Cantastorie, il quale ogni volta finiva per cedere.
«Prendete la sedia allora, mettete un altro ceppo ad ardere e ascoltate la storia di Ching, An-am e Menes
I ceppi ardevano, la Folla era seduta accanto al fuoco e quello dallo strano libro raccontò questa storia:

Tanto, tanto tempo fa neanche i cinesi più saggi sapevano indicare l’anno o il secolo in cui il piccolo Ching, il primogenito del re, giocava nei boschi ai piedi del monte Yu, dipingeva una faccia sul guscio della sua tartaruga più grande e raccontava al soldato che gli faceva la guardia quante tartarughe avesse. A dire il vero, Ching aveva solo tre tartarughe ma non conosceva la parola “tre”; neanche il soldato e il re sapevano dire altro all’infuori di “Sì, ci sono molte tartarughe”.

Tanto tempo fa era così; neanche nei luoghi più remoti della terra, di cui la Cina faceva parte, la gente sapeva contare. Era prima che i re avessero palazzi, corone o vestiti regali, quando erano poco più che selvaggi. Quindi non ci meravigliamo che Ching, sebbene fosse il figlio di un re, sapesse contare solo fino a “uno, due”; oltre tale cifra ogni cosa era “molto”. È fino a qui che la gente doveva saper contare quando Ching giocava nella foresta ai piedi del monte Yu, in quanto i soldi non erano ancora stati inventati. Oggi utilizziamo i numeri principalmente per le cose che ci occorrono. A quei tempi i re avevano molti schiavi, li facevano lavorare, li mandavano ad uccidere gli animali per portare pelli per coprirsi e carne da mangiare. Poche persone dovevano saper contare e solo questi pochi avevano imparato. Neanche i più saggi sapevano molto sui numeri che noi oggi usiamo, in quanto non ne avevano bisogno.

Nel tempo in cui Ching veniva allevato in Cina, viveva sulle pianure della Mesopotamia, nell’Asia meridionale, un ragazzo di nome An-am. Era il figlio di Bel, un pastore del paese che più tardi venne chiamato Babilonia. Bel si occupava delle pecore, allontanava i lupi che si aggiravano furtivi di notte e faceva molta attenzione che nessuna pecora scappasse dal gregge. Un giorno Bel chiamò An-am: «Ci sono molte pecore qui; riportale indietro.» In realtà c’era solo qualche pecora ma né An-am né Bel sapevano contare fino a tre, e i numeri più grandi li chiamavano “molti”. Nonostante ciò Bel e An-am conoscevano le pecore così bene che erano in grado di dire se ne mancava qualcuna, proprio come fa oggi un cane pastore quando una si smarrisce. Quindi An-am e Bel sapevano contare “uno, due, tre, molti” e questo era tutto ciò che avevano bisogno di sapere sull’aritmetica.

Mentre Ching giocava nella foresta ai piedi del monte Yu e An-am aiutava a fare la guardia alle pecore che si nutrivano vicino all’Eufrate, un altro ragazzo viveva sulle rive del Nilo nell’antico Egitto. Il nome di questo ragazzo era Menes e viveva non lontano dal luogo in cui adesso un’enorme diga sbarra le acque del grande fiume. La piccola capanna in cui viveva Menes era la più splendida casa che lui, suo padre e sua madre avessero mai visto e aveva solo una stanza, più piccola dell’aula in cui voi studiate l’aritmetica.

Le cose stavano così migliaia di anni fa, molto prima che la gente avesse delle vere case, molto prima che qualcuno sapesse leggere e scrivere, molto prima che il mondo avesse imparato a tessere abiti eleganti e molto prima che gli uomini conoscessero un modo alternativo per fare luce anziché sfregare due pezzi di legno per accendere un fuoco. Menes era orgoglioso della magnifica casa in cui viveva, sebbene fosse solo una capanna, ed era felice di poter dire «Abbiamo moltissime palme intorno alla nostra casa», sebbene ce ne fossero solo sei. Menes aveva sentito suo padre e sua madre parlare di un albero, due alberi, tre alberi e quattro alberi; oltre tale cifra dicevano semplicemente “moltissimi alberi”, in quanto attribuivano un nome solo ai numeri fino a quattro; tutti quelli che venivano dopo erano moltissimi, proprio come noi potremmo parlare di tantissime mele.

Quando Ching, An-am e Menes crebbero e diventarono uomini, cioè quando Ching diventò re, An-am diventò amministratore dei beni del re babilonese e Menes diventò un grande capitano nelle guerre contro gli schiavi che vivevano a sud, Ching sapeva contare solo fino a due, An-am fino a tre e Menes fino a quattro, perché è fin qui che sapeva contare la gente di questi paesi nei tempi in cui il mondo stava uscendo dall’inciviltà, i soldi non erano ancora stati inventati e si misuravano la terra, i palazzi o le cose che si barattavano.

Diverse centinaia di anni dopo altri ragazzi giocarono nella foresta ai piedi del monte Yu e contavano “uno, due, due più uno, due volte due, due volte due più uno, molti”. Il mondo stava crescendo e la gente sentiva l’esigenza di numeri più grandi, per cui contavano fino a “due volte due più uno”, che noi oggi chiamiamo “cinque, e oltre questa cifra ogni cosa veniva chiamata semplicemente “molti”.
Altri ragazzi si occuparono delle pecore in Babilonia e i loro genitori gli insegnavano a contare a tre per volta – “uno, due, tre, tre più uno, tre più due, due volte tre, due volte tre più uno, due volte tre più due, tre volte tre, tre volte tre più uno, tre volte tre più due, molti”; non conoscevano la parola per dire quattro, per cui non sapevano dire “quattro volte tre” e quindi dicevano “molti”. Ovviamente utilizzavano un’altra parola nella lingua dell’antica Babilonia. La Mesopotamia stava invecchiando e la gente sentiva l’esigenza di dare più nomi ai numeri; ma non avevano ancora i soldi e quei pochi nomi bastavano.

Mentre i ragazzi contavano fino a “due volte due più uno” in Cina e fino a “tre volte tre più due” in Mesopotamia, i ragazzi egiziani giocavano sotto le palme dove molto tempo prima Menes aveva guardato con orgoglio alla capanna di suo padre. Tuttavia non esisteva più una capanna con una sola stanza in quanto il mondo stava invecchiando e i discendenti di Menes adesso avevano una casa con due stanze e i Menes di questo periodo avevano imparato un nuovo modo per contare. La gente lungo il Nilo aveva scoperto che le dita della mano li avrebbero aiutati con i numeri, e quindi inventarono nuovi nomi fino a cinque; Menes ora contava “uno, due, tre, quattro, cinque, cinque più uno, cinque più due” e così via fino a “cinque volte cinque più quattro”. Poi smise e diceva “moltissimi”. Sapeva contare i numeri grandi più dei Ching e degli An-am ma “cinque volte cinque più quattro” fa solo ventinove e questo numero per noi non è così grande. Tutto ciò accadeva molto prima che la gente sapesse leggere e scrivere, quando utilizzavano coltelli fatti di pietra e quando pensavano che il mondo stesse invecchiando. Per noi invece sembra che esso sia sempre stato giovane.

Centinaia di anni dopo, nuovi Ching, nuovi An-am e nuovi Menes giocavano ancora nella foresta di Yu, sulle pianure della Mesopotamia e sulle rive del Nilo, ma adesso il mondo cominciava a sentire che “cinque volte cinque più quattro” non era un numero sufficientemente grande, neanche per l’antico Egitto. Poi qualcuno pensò che se la gente riusciva a contare fino a cinque sulla mano, allora si sarebbe potuto contare anche fino a dieci su due mani. Per cui i Ching, gli An-am e i Menes di quel tempo contavano gli alberi e le pecore imparando i nomi dei numeri fino a dieci e dicevano “uno più dieci, due più dieci, tre più dieci” e così via fino a “dieci volte dieci, dieci volte dieci più uno”, molto più di quanto sperassero. Il mondo aveva scoperto che le dieci dita erano utili per la conta e quindi imparò a contare a dieci alla volta; questa fu una delle più grandi scoperte che il mondo avesse mai fatto. Sebbene i ragazzi e le ragazze parlino lingue diverse, tutti hanno dieci dita, per cui tutta la gente civilizzata adesso conta a dieci per volta.

Vicino all’equatore, dove fa caldo e la gente non indossava le scarpe, contavano sia sulle dita dei piedi che sulle dita delle mani, imparando i nomi distinti dei numeri fino a venti – non “uno più dieci”, “due più dieci” e “tre-dieci” (tre-dici), bensì “undici”, “dodici” e così via, utilizzando nomi appropriati fino a venti, che a volte chiamavano “uomo finito”. Dopo tale cifra contavano a venti per volta. Alcune di queste persone migrarono in altri paesi e portarono con sé il loro modo di contare. Ma la maggior parte delle persone nel mondo facevano come i figli di Ching, An-am e Menes – cioè contavano a dieci per volta. Quando sentiamo “sessanta anni più dieci” e quando i francesi dicono “quattro venti” al posto di ottanta, queste sono due testimonianze del vecchio modo di contare per venti per volta.

Così il mondo imparò da Ching, An-am e Menes, dai loro figli e dai figli dei loro figli e così via per centinaia e centinaia di anni, prima contando per due o tre per volta, poi per cinque, dieci o anche venti per volta. Pochi provavano a contare per dodici per volta, per cui abbiamo dodici pollici in un piede, dodici once in una libbra e dodici cose in una dozzina. Il motivo per cui il mondo contava per dieci per volta era che Ching, An-am, Menes, voi e io abbiamo solo dieci dita sulle mani.

Dopo il periodo di cui abbiamo parlato, il mondo imparò a scrivere i numeri. Perché diverse razze li scrivevano in diversi modi e i mercanti, che barattavano con quelli che parlavano una lingua diversa, rappresentavano i numeri con le dita. Per almeno duemila anni i mercanti di diversi paesi facevano segno con le dita barattando nelle grandi fiere dove si incontravano per comprare e vendere le merci che viaggiavano da un paese all’altro – le spezie dall’India, la seta dalla terra di Ching, la lana dalla patria di An-am e i datteri dalle palme sotto cui Menes giocava molti secoli prima.

«Contavano veramente così?» chiese Burlona.
«Sì» rispose quello dallo strano libro.
«Penso sia divertente» disse Burlona.
«A Ching potrebbe sembrare non più divertente del tuo modo» disse il Cantastorie.
«Ci racconterai un’altra storia domani sera?» chiese una ragazza della Folla.
«Niente più storie,» rispose il Cantastorie, «se non andate subito a letto.»
«E poi?»
«Domani dobbiamo compilare tutti insieme la Sezione Domande e ciascuno deve rispondere a una domanda.»
«E poi?» chiese Burlona.
«E poi? Beh, poi vedremo» rispose il Cantastorie.



sabato 21 novembre 2009

The Story Of Pi - La Storia di Pi Greco

Ragazzi di 3° B, un bel video per voi sulla storia del pi greco. E' in lingua inglese, ma risulta intuitivo. Gustatevelo con attenzione.





Angoli, Angoli, e...ancora Angoli!

Piccolini di 1° B, ecco il file di Geogebra sugli angoli che qualcuno di voi mi aveva chiesto. Sbizzarritevi, pure!

Troverete vari tipi di angoli: convessi, concavi, di ampiezza fissata (45°, 90°, 180°, 270°), angoli consecutivi, adiacenti, e opposti al vertice.

Interagite con il foglio dinamico che ho approntato e osservate come varia la loro ampiezza.

Quali di essi sono consecutivi? E quali adiacenti? Potete variare anche la lunghezza dei lati. Varia l'ampiezza al variare di essa? Avete compreso bene che cos'è un angolo? Riuscite ad individuare un angolo convesso ed uno concavo?

Provate a rispondere a tutte queste domande e...riflettete! A scuola riprenderemo il discorso ed effettueremo le opportune considerazioni.

"Clic" per aprire l'applet di  Geogebra.


angoli

mercoledì 18 novembre 2009

Porisma Di Steiner

Grandoni di 3° B, vi propongo, adesso che abbiamo concluso lo studio della circonferenza e del cerchio, delle affascinanti immagini dal sito Matematita. Si tratta del famoso Porisma* di Steiner.

Non vi spaventate. Leggete con calma, poi ne parleremo a scuola.

domenica 15 novembre 2009

Storie Di Numeri Di Tanto Tempo Fa [Prefazioni 1 e 2]

ebookcasconeCari ragazzi e cari lettori, ricordate il pdf ebook  di David Eugene Smith  "Number Stories of long ago", che segnalai il 20 gennaio scorso? Chi non ne è a conoscenza, vada a leggere il post perché di lì può scaricare liberamente l'ebook in lingua originale. Il libro è del 1919.

Da oggi, grazie alla collaborazione dell'amica Anna Cascone, che ne ha curato la traduzione in lingua italiana, inizierò a pubblicarne il contenuto, ogni domenica.

Cominciamo dalle due prefazioni, una dedicata ai piccoli e la seconda rivolta ai grandi.



sabato 14 novembre 2009

Carnevale Della Matematica # 19

E' uscito sul blog  "Gli studenti di oggi" la 19esima edizione del Carnevale della Matematica. Come al solito, contributi interessanti da non perdere.

La 20esima edizione sarà ospitata da questo blog, e, siccome è l'edizione che chiude il 2009 come anno solare,...partecipare porta bene!

Ergo, vi invito a partecipare numerosi come nelle passate edizioni ospitate da Matem@ticamente!

Per chi ama la Fisica, sta per partire il 30 novembre prossimo anche il Carnevale della Fisica

La prima edizione sarà ospitata dal blog  Gravità Zero. Se ne parla questo mese su Wired.

Troverete tutte le informazioni per partecipare, sul gruppo di social network: carnevaledellafisica.ning.com



Stima L'Area Dell'Antartide Con GeoGebra

Ragazzi di 3°B (ma anche voi di 2°B tra pochi giorni) vi sottopongo un problema da risolvere, tratto dal pacchetto dei problemi somministrati con il test internazionale OCSE PISA. Sono problemi su cui i vostri compagni quindicenni sono entrati in crisi profonda, forse perché abituati a problemi "vecchi" che non hanno alcun rapporto con la realtà quotidiana.

giovedì 12 novembre 2009

Lo Zero E Le Sue Tante Storie

Cari piccoli di 1° B, oramai ci siamo addentrati nello studio dell'insieme dei numeri naturali e siamo in procinto di "affrontare" la divisione e le sue proprietà.

Che ne dite di conoscere un po' più da vicino lo zero? Avete già iniziato a comprendere quale ruolo fondamentale esso rivesta in Matematica.

Robert Kaplan, nella prefazione denominata "La lente" (Zero. Storia di una cifra, Rizzoli, Milano, 1999)  inizia con le seguenti parole: "Guardate lo zero, e vedrete niente; guardate attraverso lo zero, e vedrete il mondo" e, prima di passare al "Capitolo 1", conclude così: "Sempre più prossimo, quasi a portata di mano, ma mai realmente afferrabile: è questa, forse, la definizione meno inadeguata dell'intima natura dello zero".


Lo zero, ignoto ai greci e ai romani, giunge in Occidente nel Medioevo attraverso gli arabi che a loro volta ne avevano appreso la nozione dagli indiani. Con i grandi rivoluzionari della matematica moderna, Newton e Leibnitz, lo zero assume nuovi significati e conquista un ruolo centrale non solo nel pensiero matematico, ma nella nostra stessa visione dell'universo.

Ce n'è abbastanza per invogliarvi a leggere i seguenti articoli già presenti su questo blog? Mi auguro di sì! Leggete, leggete! E non provate a barare che poi vi chiedo il riassunto!
Scherzo! Mi piacerebbe, però, avviare in classe una discussione su questo numero incredibile!

Riporto l'introduzione di ciascun articolo. Leggete il seguito cliccando sui link.

Primo articolo:
Lo Zero "0" E' Un Numero Naturale, Sì o No?

Cari ragazzi e cari colleghi, in questo periodo di vacanze estive, oltre a proporre  giochi di tipo matematico, paradossi e puzzle, curiosità e notizie storiche, ho pensato di fornire delle risposte a domande che sia voi alunni, ma anche adulti e colleghi, mi avete rivolto in sedi e tempi diversi.

La domanda che stiamo per affrontare in questo post è la seguente:"Lo zero può essere considerato un numero naturale o no?"

La domanda non banale, in base alla mia esperienza, viene posta quasi sempre in prima, ma anche negli anni successivi.



D'altronde i testi scolastici forniscono indicazioni differenti in proposito. In alcuni di essi si legge che Zo è l'insieme dei numeri interi compreso lo 0 mentre in altri si legge che è l'insieme dei numeri interi escluso lo 0.

Secondo articolo: La Straordinaria Storia Dello Zero - 1° Parte

Abbiamo visto quanta matematica si rileva, scavando nel passato – mettiamo nelle fondamenta di una città come quella di Torino romana. Potremmo tentare questa strada per ampliare l'orizzonte della questione provocatoria dello zero, se naturale o no, posta dalla prof Annarita Ruberto, tanto più che gli accademici della matematica sembrano essere in discordia tra loro su questa cosa.
Infatti, alle diverse opinioni, che potrebbero scaturire, si aggiungerebbe il lato interessante del venire a conoscenza della radice “naturale” dato ai numeri in discussione, ai quali non si sa se lo zero appartenga.

Perché non parlare della straordinaria storia dello zero?

<>.

Con questa domanda, inizia il capitolo dedicato alla storia dello zero nel libro “Intelligenza matematica” (di Brian Butterworth) già presentato in questo blog.

Terzo articolo: La Straordinaria Storia Dello Zero - 2° Parte: Lo Zero Dei Maya

In modo assolutamente indipendente dall'invenzione dello zero avvenuta nella Valle dell'Indo, e diverse centinaia di anni prima, la straordinaria civiltà dei Maya usava il disegno di una conchiglia per indicare lo zero in un sistema di notazione posizionale. I Maya usavano due segni, il punto per «1» e la linea orizzontale per il «5».
Nel loro sistema di conteggio ordinario vigesimale (in base 20) essi usavano questi simboli per i multipli di 20^0 (=1), di 20^1 (=20), 20^2 (=400), e così via. A differenza dei nostri simboli numerici, le posizioni erano ordinate dal basso verso l'alto invece che da sinistra verso destra.

Quarto articolo: La Storiella Di Zero Che Preferiva restare Anonimo

C'erano dieci numeri compresi da 1 a 9, e con loro anche Zero, che erano compagni di classe. Zero, per via della sua nullità, era assai timido e anche per questo nessuno badava a lui. Ma Zero sentiva il forte bisogno di far valere la sua personalità e cercava di dire la sua ai compagni. Tentava continuamente di vincere la propria timidezza senza, però, riuscirci. Ciò che cercava di dire gli rimaneva sempre dentro ed era come fosse lo scritto, se pur amabile, di una lettera anonima.
Un giorno, i nove numeri, e naturalmente anche Zero, decisero di fare un gioco diverso dal solito, tanto per cambiare. Dissero: "Componiamo delle coppie come per fare un ballo". E così trovarono un modo assai geniale di attuarlo: 1 si unì a 9, 2 a 8, 3 a 7, e 4 a 6, divenendo 4 magnifici 10, con loro sorpresa.




**********

Beh, credo ne abbiate abbastanza, vero?

martedì 10 novembre 2009

Chi Ha Paura Della Matematica? Riparliamo Di Matofobia

Cari discoletti di 1° B, oggi, verso la fine della giornata scolastica, abbiamo parlato di Matofobia, un termine che risultava a voi sconosciuto.

Vi ho sollecitato a riflettere sull'etimologia del termine, e quasi subito Alberto è saltato su con "Fobia della matematica!". "Cioè?"- ho incalzato-. E allora Oliwia ha esclamato: "Paura della matematica! Matofobia vuol dire paura della matematica!".

Bravi Oliwia e Alberto! Ma, oltre alla paura conclamata della matematica, la matofobia include altri sentimenti più sfumati quali una sottile avversione nei confronti di questa mal-trattata disciplina, come vedremo più avanti. Ma andiamo per gradi!

lunedì 9 novembre 2009

Soluzione Del Crittogramma Sinonimico

Cari ragazzi e cari lettori, ecco la soluzione del crittogramma sinonimico, pubblicato il 6 novembre scorso. Ringrazio di cuore tutti i partecipanti.

domenica 8 novembre 2009

Lunghezza Della Circonferenza

Cari grandoni di 3°B, ancora materiale per voi. Stiamo per terminare lo studio della circonferenza e del cerchio, con annessi e connessi: lunghezza della circonferenza e dell'arco, area del cerchio, del settore e del segmento circolare ad una e due basi, e della corona circolare.

Tra non molto si andrà alla verifica in classe anche qui, eh?

Ho realizzato un file dinamico di GeoGebra in cui potete "divertirvi" a far variare la lunghezza del raggio e la lunghezza della circonferenza... e scoprire interessanti proprietà!

sabato 7 novembre 2009

Operazioni Con I Numeri Relativi: Verifiche

Cari ragazzi di 3°B, mercoledì prossimo ci sarà una verifica impegnativa su un bel "pezzo" di programma svolto: i numeri relativi e le operazioni, incluse le espressioni in R.

In classe vi siete esercitati abbastanza e penso che i risultati della verifica saranno buoni, se riuscirete a rimanere sufficientemente concentrati. Siete in gamba! Ve lo ripeto spesso...e quindi mi aspetto che facciate bene!

Lo sapete come la penso, vero? Quando le potenzialità sono alte, come nel vostro caso,  si deve pretendere molto!

Come vi ho anticipato venerdì a scuola, vi lascio diversi 
link a risorse reperite in rete, ottime occasioni per esercitarvi ulteriormente. Lo so lo so, vi ho assegnato già diversi esercizi da svolgere...ma cerchiamo di puntare alto...o no?

Ecco i link.

Da 
Matematicamente.it
dell'amico Antonio Bernardo:

Numeri relativi, un test da svolgere online.

Da UbiMath
, risorse a volontà!

Espressioni con elevamento a potenza in Z. Con soluzioni.

Espressioni con numeri relativi in Q (con frazioni). Con soluzioni.

Espressioni con numeri relativi ed elevamento a potenza in Q (con frazioni). Con soluzioni.

Espressioni con numeri relativi in Q (con frazioni doppie). Con soluzioni.

Espressioni con numeri relativi e potenze con esponente negativo. Con soluzioni.

Espressioni con addizioni e sottrazioni tra numeri relativi (versione HTML). Con soluzioni.

Un test online
della casa editrice Zanichelli

Consultate anche questo post, che approntai per la terza dell'anno scorso. Diversi link sono in comune, ma ce ne sono altri diversi.

Avete visto la data? Voi avete un anticipo superiore ad un mese rispetto ai vostri compagni che adesso sono in prima superiore!!!

venerdì 6 novembre 2009

Crittogramma Sinonimico

Cari ragazzi e cari lettori, ieri ho partecipato alla soluzione di un crittogramma sinonimico, proposto da Marino Cassini sul blog dell'amica Roberta.

E' stata la prima volta che mi sono cimentata in tale piacevole attività e pare, a detta dello stesso Cassini, che me la sia cavata piuttosto bene. Inorgoglita da ciò ho voluto provare a proporne uno mio.

giovedì 5 novembre 2009

Convegno Nazionale N. 23: Incontri Con La Matematica

Cari lettori interessati, vi informo che il 6-7- 8 novembre 2009 si terrà, a Castel San Pietro (Bologna), il 23° Convegno Nazionale "Incontri con la Matematica", che quest'anno avrà per tema “Pratiche matematiche e didattiche in aula".

Il Convegno è sotto la direzione scientifica di Bruno D’Amore, Martha Isabel Fandiño Pinilla e Silvia Sbaragli.

È riconosciuto l’esonero dal servizio per la partecipazione al Convegno (per insegnanti di ogni ordine e grado, per il personale direttivo ed ispettivo) ai sensi dell’art. 62 del CCNL/2003 in quanto l’Università, ai sensi dell’art. 1 della Direttiva Ministeriale n. 90 del 1 dicembre 2003, è Ente riconosciuto dal MIUR per la formazione dei docenti.

martedì 3 novembre 2009

Area Del Rombo

Cari ragazzi di 2° B, vi metto a disposizione un file dinamico di GeoGebra in cui potete "vedere" sia come varia l'area del rombo, al variare della lunghezza delle sue diagonali,  che verificare la relazione esistente tra la sua area e quella di un rettangolo, avente le dimensioni congruenti alle diagonali del rombo.

lunedì 2 novembre 2009

Il Mistero Dei Numeri Primi A Teatr0inMatematica

Cari grandoni di  2° B e 3°B, ricordate che cosa sono i numeri primi? Sono i numeri naturali divisibili soltanto per se stessi e per 1. Ad esempio, 11, 13, 17 sono numeri primi mentre non lo sono 24, 15, 27.

Euclide, circa 23 secoli fa, riuscì a dimostrare che esistono infiniti numeri primi, ma ancora oggi non esiste una formula che permette di calcolare al variare di
n tutti i numeri primi.