Matematicamente

giovedì 30 aprile 2009

Carl Friedrich Gauss

GaussCari ragazzi e cari lettori, vi informo che oggi ricorre il compleanno di uno dei più grandi matematici della Storia, Carl Friedrich Gauss.


Molto è stato scritto su di lui, perciò mi limito a segnalare informazioni e risorse inerenti.


Da progettomatematica.dm.unibo.it, riporto:


Nato il 30 Aprile 1777 a Brunswick, Duchy di Brunswick (ora Germania)


Morto il 23 Febbraio 1855 a Gottingen, Hannover (ora Germania)


All'età di sette anni Carl Friedrich Gauss cominciò a frequentare la scuola elementare, e le sue potenzialità furono subito notate.


Nel 1788 Gauss andò al Ginnasio, dove studiò anche il Latino.

mercoledì 29 aprile 2009

Esame Di Stato 2009 - Normativa

L'Esame di Stato 2009, conclusivo del  I° e II° ciclo di istruzione, interessa una grossa fetta della popolazione: studenti, famiglie, e docenti. Ho pensato, pertanto, di fornire un riferimento ufficiale specifico: il sito del Ministero della Pubblica Istruzione ad esso dedicato, dove è reperibile tutta la normativa specifica. E' il canale più accreditato e, seguendolo, ci si può informare correttamente.

martedì 28 aprile 2009

Le Grandezze - Misura E Frazioni [Learning Object]

"Misura E Frazioni", cari ragazzi di 1°B, è un Learning Object semplice semplice che potete fruire online, cliccando sulla prima delle due immagini che seguono.

Per sapere che cos'è un Learning Object andate a questo link.

"Misura e Frazioni" è messo a disposizione da G. B. Palumbo & C Editore. Per la sua facilità d'approccio è anche adatto ai bambini della scuola primaria.

lunedì 27 aprile 2009

I Frattali Di Mandelbrot

Cari ragazzi e cari lettori, per voi da Dailymotion uno straordinario video sui frattali di Mandelbrot. Guardatelo con attenzione perché ne vale la pena!

Prima di lasciarvi al filmato, segnalo alcuni link a post  che trattano dei frattali su questo blog. Se li visiterete, non rimarrete delusi;).

domenica 26 aprile 2009

Ancora...Tangram!

Sì, ancora tangram, cari ragazzi! Guardate un po' che bel lavoro hanno svolto i bambini della primaria con la loro brava Maestra Elisa! Ma sono proprio in gamba queste maestre insieme ai loro piccoli scolari, vero?

sabato 25 aprile 2009

Somma Degli Angoli Interni Di Un Triangolo

Pubblico di seguito un lavoro svolto da Davide di 1°B riguardo alla somma degli angoli interni di un triangolo.

Davide ne ha ottenuto empiricamente il valore...usando cartoncino, pennarelli, e forbici. La sequenza delle tre immagini ottenute con lo scanner risulta esplicativa.


Frazioni Equivalenti

Una scheda sulle frazioni equivalenti, cari ragazzi di 1°B. Provate a svolgerla. Ormai ci siamo addentrati nello studio delle frazioni ed esercitarsi nelle tecniche e negli algoritmi è importante per acquisire una certa sicurezza operativa.

mercoledì 22 aprile 2009

Riduzione Ai Minimi Termini [Schede Di Lavoro]

Schede di lavoro sulla riduzione ai minimi termini per voi, cari ragazzi di 1°B.

Ci saranno, come sapete, alcuni giorni di interruzione delle lezioni, così, oltre al compito assegnato, se qualche volenteroso avrà voglia di esercitarsi, troverà questo materiale a disposizione.

lunedì 20 aprile 2009

PROBLEMI

Problemi, problemi, problemi, cari ragazzi di 1°B! Guardate che interessante problema ha preparato maestra Renata.

domenica 19 aprile 2009

Melancolia I

Melancolia I, detta anche Melencolia I, e Melancholia I (1514), è parte di un trittico di incisioni di Albrecht Dürer che comprende le allegorie di tre classi di virtù e tre sfere di attività secondo una classificazione ancora medioevale.

giovedì 16 aprile 2009

TANGRAM

tanrossoCari ragazzi, colleghi e lettori, posto una scheda di lavoro sul tangram e un file con il tangram da ritagliare nei suoi sette classici pezzi. Scaricateli entrambi e seguite le consegne contenute nella scheda di lavoro per costruire le figure richieste. L'attività si presta sia per i ragazzi del biennio della secondaria di 1° grado che per i piccoli della primaria.

martedì 14 aprile 2009

Carnevale Della Matematica #12: Il Primo Anniversario

piCari ragazzi, amici e lettori, oggi si festeggia il primo anniversario del Carnevale della Matematica sull'ottimo  "Gravità Zero".


Correte a leggere perché l'occasione è veramente ghiotta. Ci sono infatti contributi ricchi e vari che vi consiglio di non perdere. Insomma ce n'è per tutti i gusti.

lunedì 13 aprile 2009

Concorso "MeravigliosaMenteMatematica - Premio Michele Menditto"

Concorso nazionale rivolto agli studenti frequentanti l’ultima classe delle scuole di istruzione secondaria superiore, statali e paritarie. Entro il 18 aprile 2009 le domande di partecipazione.


Il concorso mira all’individuazione e alla valorizzazione degli allievi che rappresentano delle eccellenze in campo logico-matematico, al fine di potenziare l’interesse verso la matematica.

Problemi Svolti E Problemi Guidati Sui Poliedri

Cari ragazzi di 3°B, come promesso prima delle  vacanze, ho selezionato alcuni problemi sui poliedri, sia svolti che guidati, per quanti di voi incontrano ancora difficoltà nel loro svolgimento. Ho realizzato con essi uno slideshow da poter guardare anche in modalità full screen online.


Qui potete scaricare la presentazione per fruirla sul pc.

Buona consultazione!




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Risoluzione Dei Problemi Geometrici Con L'Ausilio Dell'Algebra: Alcuni Consigli

Risoluzione Dei Problemi Geometrici Con L'Ausilio Dell'Algebra: Le Fasi


Risoluzione Dei Problemi Geometrici Con L'Ausilio Dell'Algebra: Norme Sulle Indicazioni Delle Misure

Problemi Geometrici: Due Esempi Di Risoluzione

Problemi Risolti Su Cerchio E Circonferenza, Archi, Settori E Segmenti Circolari, Corona Circolare

domenica 12 aprile 2009

Irving John Good

Cari ragazzi e cari lettori, questo post è dedicato alla figura di un grande studioso di statistica, il matematico inglese  Irving John Good, che si è spento il 5 aprile scorso all’età di 92, in Virginia nella sua casa di Radford.

Esercitazioni Per La Verifica Sui Poliedri

Cari ragazzi di 3°B, come promesso prima della sosta pasquale, rendo disponibili due esercitazioni complete sui poliedri affinchè possiate esercitarvi in vista della verifica che dovrete affrontare al rientro.

sabato 11 aprile 2009

Auguri Di Buona Pasqua

Cari ragazzi, amici e lettori, vi invito a leggere i miei auguri qui.


annarita

Obama Proclama Il Pi Day Festa Nazionale

math-obamaCari ragazzi e cari lettori, ricordate il post del 14 Marzo scorso sul Pi Day? Noooo? Andate a rileggere l'articolo altrimenti non capirete il contenuto del post odierno.


Il titolo parla chiaro: il presidente Obama ritiene la Matematica così importante da proclamare il Pi Day (si festeggia il 14 marzo) nientedimenoché festa nazionale!!!

Ricomporre Un Quadrato A...Pezzi!

Vi propongo un puzzle consistente nel ricomporre un quadrato, utilizzando 9 "pezzi". Il simpatico rompicapo è stato ideato dalla fervida fantasia di Sofia, un'alunna di 4° elementare della Maestra Renata di "Splash ragazzi". Badate che non è facile come sareste indotti a pensare! Provate e poi fatemi sapere qual è la combinazione giusta,...ammesso che ci riusciate!

Cliccate sull'immagine per accedere alla pagina interattiva, realizzata con Geogebra...e buon rompicapo! Dimenticavo! Per trascinare i pezzi, cliccare con il puntatore del mouse nei tondini delle 9 figure, mentre per ruotarle, occorre modulare l'ampiezza angolare della rotazione, agendo sui tondini che trovate nelle 7 listerelle colorate situate a sinistra dello screenshot, trascinandoli da sinistra verso destra.

Marie-Sophie Germain, Una Grande Matematica Dimenticata

Cari ragazzi e cari lettori, pubblico un post dopo vari giorni, durante i quali sono stata impegnata  principalmente a fornire informazioni riguardo al sisma che ha colpito tragicamente il nostro Abruzzo. Riprendo con un bell'articolo del nostro amico Mauro, che volevo segnalare da un po' di tempo.


Leggete con attenzione perché è dedicato a una grande donna, eccellente matematico.

sabato 4 aprile 2009

Curve Celebri: Arbelos Di Archimede O Coltello Del Calzolaio

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Cari ragazzi di 3° B e cari lettori, vi propongo una delle curve geometriche celebri: l'arbelos di Archimede (Dentro la Storia: Archimede, per saperne di più su questo grande della scienza). Leggete con attenzione quanto segue. Lunedì ne parleremo a scuola.

Fumetti Matematici [Randy Glasbergen]

Cari ragazzi e cari lettori, vi propongo una serie di vignette del noto fumettista americano e illustratore umorista Randy Glasbergen. I suoi cartoon sono stati pubblicati da The Wall Street Journal, Reader's Digest, Harvard Business Review, Cosmopolitan, Hallmark Cards, American Greetings.

Randy Glasbergen scrive e disegna  The Better Half, un daily cartoon panel per King Features Syndicate, sin dal 1982.

Ho scelto alcune vignette a sfondo per cosi dire matematico, che trovo divertenti, e dato che è sabato le posto per farvi sorridere un po'!



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mercoledì 1 aprile 2009

Raccontando Gödel...

Cari ragazzi e cari lettori, vi propongo un bell'articolo dell'amico Mauro. Leggete con attenzione perché merita.


Grazie, Mauro!


***


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Kurt Gödel (Brno, 28 aprile 1906 – Princeton, 14 gennaio 1978) è stato un matematico, logico e filosofo statunitense di origine boema.


Gödel è stato uno dei più grandi logici matematici vissuti nel secolo scorso, colui il quale ha assorbito, riassunto, rielaborato ed espresso il sistema logico mediante il quale l’uomo, negli ultimi tremila anni circa, ha costruito il proprio pensiero filosofico e scientifico, tramite il quale ha cercato di comprendere e la realtà nella quale viviamo, costruendone modelli verosimili, ma soprattutto ha criticato quello stesso sistema e ha trovato l’errore fondamentale.



Gödel ha fornito un contributo fondamentale al pensiero dell’uomo nell’ultimo secolo, ma contemporaneamente ne è stato un grande distruttore. Nel 1931 il buon Kurt formulò quello che va sotto il nome di “Teorema dell’incompletezza”.


Cercherò di spiegarlo in termini divulgativi, cercando di evitare rigorose formulazioni, nonostante che io, da matematico, sia portato al rigore. Ma mi sono reso conto che anche le parole contano quanto, se non di più, le formule matematiche, poiché sono frutto dello stesso tipo di codifica e nascono dallo stesso sistema di pensiero sul quale l’uomo ha costruito la propria comprensione della realtà e ha basato la propria evoluzione.


I filosofi e i logici degli ultimi 2.500 anni (cioè degli anni nei quali si è sviluppato quello che, secondo il nostro punto di vista, è il pensiero filosofico-scientifico) si sono interrogati sulla realtà ed hanno cercato di comprenderne i meccanismi, di smontarli nelle loro componenti essenziali e di codificarne le leggi. Di costruire, cioè, modelli che permettessero di descriverla. Il compito dei logici e dei filosofi è quello di fornire gli strumenti per l’indagine, ovvero alcuni sistemi formali dai cui assiomi fondamentali, tramite relazioni logiche, sia possibile derivare leggi e regole valide in assoluto da utilizzare per costruire i modelli di ciò che ci circonda.


Così Euclide, intorno al 300 p.e.v., stabilì e codificò i cinque postulati fondamentali della geometria, considerati per quasi due millenni assolutamente coerenti e autoconsistenti, tramite i quali fu possibile descrivere la forma del mondo che ci circonda. Aristotele prima di lui codificò i sillogismi, ovvero i “quanti” elementari del pensiero razionale strutturato. Cartesio, molto più tardi, formalizzò il sistema di riferimento, ovvero i “punti di vista” sotto i quali gli oggetti che costituiscono il mondo possono essere visti; l’impalcatura che racchiude e nella quale porre le leggi e i modelli descrittivi.


Fu nel XIX secolo, poi, che i logici Boole e Morgan, in Inghilterra, Peano, in Italia, e Hilbert, in Germania, lavorarono per raffinare i processi del pensiero razionale, definirne le leggi ed i concetti fondamentali. Fino ad arrivare alla gigantesca opera di Russel e Whitehead, i Principia Mathematica, che si poneva l’ambizioso obiettivo di riformulare l’intera matematica dalla logica, ovvero in un certo senso di fornire la codifica ultima degli strumenti di analisi e del pensiero razionale dell’uomo, del metodo scientifico.


E quasi contemporaneamente all’uscita di quei ponderosi volumi, nacque Gödel, il più grande distruttore di realtà della storia dell’Universo. Egli formalizzò e dimostrò “semplicemente” i paradossi insiti a priori nel tentativo della ricerca di una codifica della realtà.


Il ragionamento a parole è il seguente: preso un qualunque sistema formale (per esempio, la matematica), delle due l’una: o il sistema è non contraddittorio (cioè non è possibile dimostrare un teorema e anche il suo inverso) ed è però incompleto, cioè esistono alcuni teoremi “indecidibili”, dei quali non si può dimostrare né la verità né la falsità, oppure il sistema è autoconsistente (di tutti i teoremi si può dimostrare la verità/falsità) , ma allora risulterà anche contraddittorio, cioè è possibile trovare un teorema del quale si può provare contemporaneamente sia la verità che la falsità (sempre rispettando tutte le regole logiche che al sistema appartengono).


La soluzione, per stabilire la consistenza e la non contraddittorietà di un sistema, è quella di “uscire fuori” dal linguaggio formale e crearne un altro che contenga quello come “oggetto” di analisi. Quindi, per esempio, per parlare di autoconsistenza e di non contraddittorietà della matematica, non possiamo utilizzare il linguaggio della matematica, ma qualche linguaggio che ne è al di là, e che, seguendo la nomenclatura di Aristotele, chiameremo meta-matematica.


Naturalmente, lo stesso tipo di ragionamento potrà essere svolto per quanto riguarda la meta-matematica; ne uscirà fuori un sistema che chiameremo meta-meta-matematica e così via, ad libitum, in una sorta di gioco degli specchi senza fine.


Ed ecco il racconto...



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La possibile generalizzazione di quanto teorizzato da Gödel mi saltò agli occhi mentre mi accingevo a completare il lavoro di tutta la mia vita: la “Teoria della Grande Unificazione". Finalmente avevo trovato la chiave logico-matematica che permetteva di descrivere in un unico insieme di leggi le interazioni fisiche fondamentali che regolano tutti i processi nell’universo, a qualunque scala e di qualunque natura.


So che potrà apparire presuntuoso, soprattutto perché non posso dimostrare quanto sto scrivendo, ma la stesura formale di una teoria così completa condurrebbe irrimediabilmente al paradosso di Gödel. E di ciò mi spaventano le implicazioni.


Mi spiego meglio: la realtà dell’Universo, attraverso le elaborazioni teoriche di cui ho intravisto le possibilità, può essere codificata attraverso un sistema formale molto complesso. Questo è il fine cui tendono il pensiero e la ricerca umani. I simboli di tale sistema formale sono distribuiti nello spazio quadridimensionale, sono cioè le particelle elementari. Le regole del sistema formale sono le leggi della fisica che regolano l’interazione tra i costituenti della materia e ne forniscono la distribuzione spazio-temporale. I teoremi sono le "fotografie" della configurazione dell’Universo nei vari istanti dopo il Big Bang. L’unico assioma fondamentale è l’Universo stesso all’istante del Big Bang.


Io so come descrivere formalmente tutto ciò, ma ho paura: non voglio eseguire gli ultimi passaggi formali per la “codifica del Tutto” perché, se vale il “Teorema di incompletezza”, allora i postulati fondamentali, tramite i quali l’Universo stesso è descritto come lo percepiamo e viviamo, conterrebbero in sé i germi della propria non giustificabilità e incoerenza. Ciò equivarrebbe a sancire l’assurdità dell’esistenza dell’Universo.


In altre parole, una volta descritta e codificata definitivamente la Realtà, non sarebbe possibile riferirsi ad altro se non alla Realtà stessa per giustificare le leggi che la governano, provocando la conclusione, secondo il “Teorema di incompletezza”, che queste ultime sono incomplete e non valide e che quindi l’esistenza stessa della realtà è assurda.


Ho deciso dunque di distruggere anche questi appunti e di gettare alle ortiche il lavoro della mia vita. Conserverò soltanto alcune implicazioni secondarie che, almeno agli occhi della comunità scientifica, giustificheranno gli anni da me spesi.


...


Il professor Sarchiapone era morto improvvisamente. Tutti in facoltà ne erano addolorati. Chi non conosceva la sua figura allampanata che percorreva tutte le mattine, sempre alla stessa ora, il vialetto che porta al dipartimento di fisica teorica? Il professore aveva vinto il Premio Einstein per la fisica ed era un docente abilissimo ed appassionato, seppure vagamente logorroico.


Negli ultimi tempi, però, più di qualche collega e studente aveva notato la tensione che ne segnava il volto già scavato e lo sguardo insolito, tra folle e distratto. Alle lezioni dimenticava i conti e commetteva degli errori assolutamente incredibili per uno come lui. La sua attività di ricercatore si era quasi bloccata. Passava le giornate chiuso nel suo ufficio da solo e ne usciva solo la sera, spesso di notte.


Il medico legale diagnosticò un infarto.


...


Paolo  Chimera era il primo assistente del professor Sarchiapone. Fu lui che si occupò tanto dei funerali (il professore non era sposato e non aveva parenti prossimi, la sua vita era la ricerca) quanto di riordinare gli appunti del defunto professore.


Fu così che, scartabellando tra centinaia di appunti sulle decine di cd del professore, scoprì una serie di file nascosti e protetti da password. Conoscendo bene il professore e le sue abitudini non gli fu difficile scoprire la chiave che permetteva di leggerli. Possedeva ovviamente gli strumenti analitici per capirne i contenuti e le implicazioni. Lavorò parecchie settimane sugli appunti e i calcoli del professore, nascostamente, ma sempre più assorbito a tempo pieno, man mano che ne comprendeva il significato. Dovette anche ricorrere sporadicamente a consulenze di colleghi fisici teorici relativistici e meccanicisti quantistici per dipanare i punti più tecnici e ostici, ma riuscì sempre a essere evasivo sulle implicazioni delle domande che poneva, facendole passare per pura speculazione e curiosità fine a se stessa. Fu molto abile nel non suscitare curiosità insane, perché quel lavoro doveva essere soltanto suo.


E così alla fine comprese che cosa avesse assorbito il professore a tal punto negli ultimi tempi da causarne probabilmente la morte.


Aveva in mano la chiave per il successo. La “Teoria della Grande Unificazione”. La codifica ultima delle leggi fondamentali che regolano il Tutto. La “Teoria di Chimera”.


Già si vedeva a Stoccolma in abito da cerimonia mentre il re di Svezia gli consegnava il Nobel. Ed era tutto così elegante, tutto così logico! Una teoria così perfetta, una volta viste e decifrate le pagine e pagine di equazioni. E bastava così poco a completare la teoria! Lo disturbavano leggermente soltanto le ultime pagine del professore, quelle nelle quali il defunto profetizzava chissà quali sventure e disastri per chi avesse avuto accesso agli appunti. Mah! Probabilmente, si disse, era soltanto che il professore negli ultimi momenti della sua vita era già molto malato e l’idea di non poter vivere per poter completare il proprio lavoro, e soprattutto per goderne del successo, lo avevano turbato al punto di farlo delirare.


Si assicurò per l’ultima volta, discretamente, che nessuno dei colleghi nella comunità scientifica fosse a conoscenza delle attività del professore negli ultimi tempi e completò elegantemente (del resto aveva avuto un buon maestro) la codifica del Tutto.


...


“Bah! Che cacata!” pensai, arrivato ormai all’ultima pagina del libro che stavo leggendo.


Il caminetto ardeva in un angolo e me ne stavo mollemente semi-sdraiato sulla mia poltrona preferita. Il bicchiere era pieno di Laphroaig invecchiato 30 anni e la pipa era piena. Ma il weekend stava per finire e il giorno dopo… sveglia alle 6, bisognava chiudere, lavare i piatti, svuotare il camino e chiudere casa. E farsi la coda sul raccordo.


Che palle! I weekend uno non ha il tempo di iniziarli che appena si è abituato sono finiti. Andare fuori porta per rilassarsi, dicono: ma dov’è tutto ‘sto rilassamento?


Arrivi in campagna e la casa è vuota e gelida; allora devi fare la spesa, accendere la stufa e il caminetto. Magari bastasse: ovviamente la legna tagliata è finita l’ultima volta che ci sei stato, per cui bisogna spaccarne di nuova. E, con lungimiranza mirabile, provvederai a tagliarne solo l’indispensabile, con il risultato di pianificarti il medesimo disagio per la volta successiva che tornerai.


Poi vai a fare la spesa. In macchina, perché la casa è lontana da qualunque forma di vita evoluta da almeno mezz’ora di strade fangose e dissestate tra boschi e valli; per carità, molto suggestivi, ma sempre, almeno quando ci vai, irrimediabilmente allagati e impraticabili, a causa di una sorta di diluvio universale appena concluso.


Sicuramente poi i viaggi per fare la spesa sono più di uno, dato che al primo tentativo non compri mai tutto quello che ti serve, nonostante ti sia premunito di un piano “merci di sussistenza” elaborato già parecchi mesi prima da un battaglione di consulenti strategici della Arthur Andersen. C’è sempre il sale talmente calcificato dall’umidità nella saliera che non lo scrosti manco con le bombe a mano o la fiamma ossidrica. Oppure il pacco di pasta, che ospita colonie di tarme talmente evolute che, quando lo prendi per gettarlo nella spazzatura, ti presentano un piano di sfratto redatto dal loro commercialista. Per cui va ricomprato ogni volta tutto. E la volta dopo è di nuovo la stessa cosa.


Gli infissi sono deteriorati e nella casa tirano venti non provati nemmeno da Amundsen durante la traversata al Polo; le coperte poi: sono talmente fradice e ammuffite che ti sembra di abitare in una palude, anche per la quantità di insetti e aracnidi che, con le tarme della pasta alle quali pagano regolare affitto, ormai sono i veri padroni della casa.


Beate le lumache e le tartarughe, ti viene da pensare, che la casa se la portano sempre appresso in montagna, mare e campagna!


Il weekend, comunque, volgeva al termine, e in più stavo anche lavorando. Dovevo recensire i racconti di questo scrittore, pesanti e incomprensibili. E solo perché questo autore era amico dell’editore. E poi chi era questo qua, tra l’altro? Non c’era neanche il suo nome sul manoscritto.


Soprattutto l’ultimo racconto! Tutte quelle storie sulla logica, i sistemi formali e l’Universo. Ma chi ci capiva qualcosa! Io sono uscito da una sana e comprensibile facoltà di giornalismo, per me quelle elucubrazioni erano arabo.


"Dovrò inventarmi qualche cazzata anche stavolta" mi dissi. "Ma tanto ci sono abituato… che lavoro del cazzo!" E pensare che quell’imbecille di Piero Pierolli, mio compagno di università, è finito a Repubblica… E io che lavoro in quella cacchio di casa editrice di fantascienza e fantasy!


Un momento. In fondo all’ultima pagina c’era scritto: “Le conclusioni del ragionamento del professor Sarchiapone seguono nell’appendice A”. Magari mi sarei schiarito un attimo le idee su quel guazzabuglio di fregnacce. Mi accinsi a leggere.


Lessi.


...


– Che cosa ne pensi? – Mi chiese Carlo.


– Va bene che è il primo numero e devono crescere, ma Stellaria avrebbe potuto cominciare le pubblicazioni con qualcosa di meglio!


Ero con Carlo a casa mia e commentavamo, libro alla mano, il primo numero di una nuova collana bimestrale di fantascienza.


Condividevo con Carlo, oltre che lo stesso tipo di studi all’Università, sei anni passati a Fisica a spaccarci il cranio, anche il tipo di lavoro: consulenti per una società di informatica, lavoro certamente pochissimo attinente con gli studi compiuti… ma almeno ci dava adeguatamente di che vivere.


Fantascienza e fantasy erano le nostre passioni fin da ragazzi e, ora che potevamo permettercelo economicamente, ogni nuova pubblicazione era subito presa, letta ed analizzata con l’occhio critico del fanatico.


Il lancio pubblicitario mi aveva convinto, ma questa prima antologia proprio no. Soprattutto l’ultimo racconto. E poi non c’era nemmeno il nome dell’autore in copertina, sicuramente dimenticanza in fase di stampa. Ciò, comunque, deponeva ancora meno a favore della collana.


– E poi qua c’è scritto che la spiegazione delle conclusioni della bizzarra teoria del professor Sarchiapone sono in fondo, chissà che si è inventato questo qua!


– Dài, leggiamo  – mi fa Carlo – abbiamo fatto trenta, facciamo trentuno.


Leggemmo.


...


La realtà e l’Universo scomparvero d’improvviso.


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